Studio Pasetti

EXHIBIT DESIGN - SITO ARCHEOLOGICO DI FELTRE

SITO ARCHEOLOGICO DI FELTRE

LUCE DINAMICA PER L'ARCHEOLOGIA

Progetto di riqualificazione percettiva e allestimento dell’area archeologica posta sotto il Sagrato del Duomo di Feltre

ph © angela colonna

Cenni Storici

La maggior parte dei reperti di epoca romana si trova nello spazio ipogeo in cui era presente un quartiere urbano sviluppato sulle pendici meridionali del colle, all’incrocio di due strade lastricate. Oltre a resti di edifici privati con vani adibiti a botteghe nella porzione a Nord, sono presenti i resti di un edificio con sistema di riscaldamento ad ipocausto nella parte ad Est e una grande costruzione con pavimenti in marmo e in mosaico, identificabile con la sede (schola) di alcune importanti associazioni professionali nella porzione ad Ovest. Successivamente al collasso della città romana, nell’area fu costruito un grande edificio di forma stretta ed allungata, con orientamento obliquo rispetto all’impianto precedente; datato all’VIII-IX sec. d.C., questo potrebbe essere stato connesso con la più antica sede episcopale della città come suggeriscono tipologia, dimensione e qualità della costruzione e la vicinanza alla cattedrale. Alla fine del XI – XII risale la costruzione di un battistero a pianta circolare, di cui si conservano poco più che le fondazioni, con sette pilastri sull’anello interno e abside a ferro di cavallo. Le recenti operazioni di restauro hanno consentito la ricostruzione della fonte battesimale con relativo allestimento della struttura in lastre di marmo a sette lati. In epoca successiva, tutta l’area fu destinata ad un utilizzo funerario.

Cenni Storici

La maggior parte dei reperti di epoca romana si trova nello spazio ipogeo in cui era presente un quartiere urbano sviluppato sulle pendici meridionali del colle, all’incrocio di due strade lastricate. Oltre a resti di edifici privati con vani adibiti a botteghe nella porzione a Nord, sono presenti i resti di un edificio con sistema di riscaldamento ad ipocausto nella parte ad Est e una grande costruzione con pavimenti in marmo e in mosaico, identificabile con la sede (schola) di alcune importanti associazioni professionali nella porzione ad Ovest. Successivamente al collasso della città romana, nell’area fu costruito un grande edificio di forma stretta ed allungata, con orientamento obliquo rispetto all’impianto precedente; datato all’VIII-IX sec. d.C., questo potrebbe essere stato connesso con la più antica sede episcopale della città come suggeriscono tipologia, dimensione e qualità della costruzione e la vicinanza alla cattedrale. Alla fine del XI – XII risale la costruzione di un battistero a pianta circolare, di cui si conservano poco più che le fondazioni, con sette pilastri sull’anello interno e abside a ferro di cavallo. Le recenti operazioni di restauro hanno consentito la ricostruzione della fonte battesimale con relativo allestimento della struttura in lastre di marmo a sette lati. In epoca successiva, tutta l’area fu destinata ad un utilizzo funerario.

Concept

L’area archeologica di notevole complessità ed articolazione degli elementi architettonici residui sovrapposti poneva un problema principale di lettura e discernimento dei periodi storici. Per questa ragione, in accordo con l’archeologa, dott.ssa Chiara D’Incà , responsabile del progetto scientifico e culturale, è stato concepito un sistema di illuminazione dinamico strutturato in tre scene interpretative: epoca Romana, epoche alto medievale e basso medievale. In tal modo le visite guidate possono essere organizzate con selezione manuale delle scene per approfondimenti dettagliati. La progettazione dell’illuminazione dinamica è stata estesa, in un secondo stralcio, alla progettazione di allestimento e arredo dell’ingresso sul Sagrato e allo spazio di accoglienza al piano interrato con strutture metalliche in lamiera stirata con finitura effetto bronzo ramato. Il progetto inizialmente sviluppato in collaborazione con l’arch. Claudia Bettina e l’arch. Chiara Brunello, è stato portato a termine grazie alla collaborazione dell’ arch. Maria Elena Marcon.

Concept

L’area archeologica di notevole complessità ed articolazione degli elementi architettonici residui sovrapposti poneva un problema principale di lettura e discernimento dei periodi storici. Per questa ragione, in accordo con l’archeologa, dott.ssa Chiara D’Incà , responsabile del progetto scientifico e culturale, è stato concepito un sistema di illuminazione dinamico strutturato in tre scene interpretative: epoca Romana, epoche alto medievale e basso medievale. In tal modo le visite guidate possono essere organizzate con selezione manuale delle scene per approfondimenti dettagliati. La progettazione dell’illuminazione dinamica è stata estesa, in un secondo stralcio, alla progettazione di allestimento e arredo dell’ingresso sul Sagrato e allo spazio di accoglienza al piano interrato con strutture metalliche in lamiera stirata con finitura effetto bronzo ramato. Il progetto inizialmente sviluppato in collaborazione con l’arch. Claudia Bettina e l’arch. Chiara Brunello, è stato portato a termine grazie alla collaborazione dell’ arch. Maria Elena Marcon.

Realizzazione

Il progetto è stato realizzato sfruttando il principio di una canala nera a soffitto, customizzata seguendo una maglia geometricamente calibrata sul rilievo delle pre- esistenze archeologiche. Dal tracciato della maglia è stato possibile impostare la posizione di 115 proiettori ciascuno rispondente alle diverse applicazioni richieste: luce d’accento, luce zonale e luce diffusa utilizzando la dotazione tecnica dell’azienda DGA con apparecchi IP44. La programmazione delle accensioni, condotta dallo Studio Pizzato da Franco Gobbo e Roger Lodato, è stata effettuata tenendo conto degli effetti luminosi puntuali con una particolare attenzione alla resa materica e alla tessitura superficiale delle composizioni lapidee. Nel secondo appalto è stata realizzala la struttura metallica di rivestimento e di contenimento delle funzioni museografiche. I due appalti, complessivamente sono stati affidati alla ditta Bieffezeta Srl, mentre la parte fabbrile, gestita dalla ditta DUMASCA Srl per conto di Bieffezeta, ha realizzato il “guscio” in lamiera stirata di acciaio verniciato bronzo e corten.

Realizzazione

Il progetto è stato realizzato sfruttando il principio di una canala nera a soffitto, customizzata seguendo una maglia geometricamente calibrata sul rilievo delle pre- esistenze archeologiche. Dal tracciato della maglia è stato possibile impostare la posizione di 115 proiettori ciascuno rispondente alle diverse applicazioni richieste: luce d’accento, luce zonale e luce diffusa utilizzando la dotazione tecnica dell’azienda DGA con apparecchi IP44. La programmazione delle accensioni, condotta dallo Studio Pizzato da Franco Gobbo e Roger Lodato, è stata effettuata tenendo conto degli effetti luminosi puntuali con una particolare attenzione alla resa materica e alla tessitura superficiale delle composizioni lapidee. Nel secondo appalto è stata realizzala la struttura metallica di rivestimento e di contenimento delle funzioni museografiche. I due appalti, complessivamente sono stati affidati alla ditta Bieffezeta Srl, mentre la parte fabbrile, gestita dalla ditta DUMASCA Srl per conto di Bieffezeta, ha realizzato il “guscio” in lamiera stirata di acciaio verniciato bronzo e corten.